COM.MA – Community Marketing | #Barilla #Gay #Fail

#Barilla #Gay #Fail

barilla gay

Simpatico meme sulla vicenda Barilla-Gay.it

I fatti: Guido Barilla, intervistato ieri sera (25/09) a “La Zanzara” su Radio24 in merito alle parole della Boldrini sulla donna in pubblicità, viene “provocato” ad immaginare una coppia gay nelle sue pubblicità e risponde grosso modo così:

Non metterei mai in una nostra pubblicità una famiglia gay, perché noi siamo per la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono, purché non infastidiscano gli altri.

“Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale”

“Noi – dice Barilla – “abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell’azienda”.

Ma la pasta la mangiano anche i gay, osservano i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: “Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un’altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti”.

“Io rispetto tutti” – aggiunge Barilla – “facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al matrimonio omosessuale, ma no all’adozione per una famiglia gay. Da padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso”.

Devo essere sincero? Non è da tutti consigliare a chi non è d’accordo con la propria visione della famiglia (e della pubblicità) di comprare un altro prodotto: ed aggiungo quanto meno è una posizione coerente e non paracula, e di cui soprattutto si risponde in prima persona, se si è l’imprenditore che QUEL prodotto produce e vende.

Anzi secondo me è persino apprezzabile, umanamente. Alla fin fine non è forse il corrispettivo opposto di favorire un’azienda perchè è gay friendly? Quanto meno chi ci rimette è direttamente lui, per le sue idee. Che poi io sia d’accordo o meno poco importa. Anzi importa eccome, ma lo si vedrà più avanti.

Quindi contrariamente a quanto si potrebbe pensare da questo blog parte un plauso “morale” a Guido Barilla, quanto meno nella misura in cui non ha finto di pensare qualcosa che non pensa per vendere più prodotti.

Dal punto di vista del marketing però -che poi è l’oggetto vero di questo blog- ovviamente l’affermazione ha un peso, e non certo positivo.

Mentre scrivo (ore 12.00) l’hashtag #boicottabarilla è al 3° posto tra i trending topic di Twitter ed ha da poco superato l’hashtag #barilla (che oggi porta nella stragrande maggioranza sentiment negativo)

Vengono scritti circa 100 tweet ogni 4 minuti, ed ognuno di questi flussi dà luogo a circa 50.000 impressions.

Molti tweet e post FB sono di questo tenore:

Alcune risorse:

Gallery di meme Barilla su Twitter

L’hashtahg #boicottabarilla su Facebook

La giornata si evolve in modo davvero interessante, da accademia del social media.

La pagina facebook di Barilla è tempestata da migliaia di commenti negativi.

Nel frattempo Guido Barilla si scusa: forse capisce che non saranno solamente i gay (5-10% della popolazione) ma anche una quota ben più ampia di famiglie sensibili a questi temi a boicottare il suo prodotto.

E aggiungo io, chi compra distrattamente Barilla a volte ma oscilla più verso un consumo premium (Garofalo ecc ecc) probabilmente inconsciamente ricorderà questa storia.

E i competitor? Non stanno certo a guardare, le iene 🙂

post di Pasta Garofalo.

Ed infine le fantastica parodia apparsa su Gay.it via Youtube
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=LaluoeMSMnA#t=0
Conclusione? La rete a volte può far davvero male, a torto o a ragione.
Ma quello che davvero mi piacerebbe sarebbe di avere i dati di vendita di Barilla alla fine di questa settimana e di compararli con le altre.

8 Commenti

il #Barilla #Gay #Fail.
  1. |

    Ok, Twitter odia la Barilla.
    Bisogna però vedere se questo odio si tradurrà in un calo di vendite.
    Perché alla fine sono le vendite che interessano al signor Barilla.
    Mica essere trending topic(in negativo) su Twitter.

    • |

      ciao Marco, grazie del tuo commento! hai ragione: Twitter poi rappresenta un’avanguardia nemmeno troppo numerosa (circa 2 milioni di account in Italia, chissà quanti quelli davvero attivi). Però fa tendenza, vi sono molti opinion leader e potenzialmente secondo me Barilla si sta inimicando, oltre ai gay (5-10% della popolazione) quel target “progressista” che gay non è ma guarda con sfavore ad espressioni non favorevoli ai gay. Vogliamo quantificarli in un 30-40% del mercato o forse più? Per contro magari ti consolidi tra i consumatori più conservatori, ma per un prodotto trasversale come Barilla e “già” conservatore è una magra consolazione. Inoltre questa potrebbe essere anche un incidente che spinge molti consumatori non entusiasti di Barilla -che non è una pasta da cultori come potrebbero essere altre- a lasciarla definitivamente. Sono ovviamente solo mie opinioni non suffragate da dati.

      • |

        Dove lo vedi, in Italia, un 30% di target progressista? 🙂

  2. lina molinara
    |

    Già non gradivo la pasta barilla, dopo queste affermazioni ancora meno!!!!!!!!!!!

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