COM.MA – Community Marketing | da Affari Italiani: pubblicitari, investite in internet.

da Affari Italiani: pubblicitari, investite in internet.

11 febbraio 2009

Dato che www.gay.it è il principale medium del cosiddetto “marketing gay” e internet è per gli omosessuali un fondamentale luogo di aggregazione e di superamento di barriere spaziali temporali e pregiudiziali, pubblico questo interessante articolo sulle prospettive della rete nel 2009 tratto da www.affaritaliani.it.

La contrazione dell’economia spingerà gli investitori in pubblicità a ridimensionare la presenza sulla carta stampata e li spingerà a concentrare le risorse sulla televisione e sui mezzi di comunicazione digitali, i soggetti che stanno inesorabilmente sottraendo spazio ai media tradizionali. Gli autori di questa previsione, gli analisti di Equita Sim hanno consigliato agli investitori di vendere i titoli delle tre grandi società editoriali italiane: Rcs, Mondadori e L’Espresso. Unica indicazione di acquisto per il settore è Dada, una società che opera sulla Rete e che nell’ultimo anno è stata poco o nulla penalizzata dalla recessione e dalla discesa dei consumi. Rcs MediaGroup ha presetato i dati preliminari lunedì e le cifre, pur essendo in linea con le attese, hanno confermato che lo scenario è pesante. Gli analisti si aspettano per il 2009 un calo della pubblicità del 9% per i giornali italiani, -12% per quelli spagnoli. Per effetto della contrazione del fatturato, il margine operativo lordo si dovrebbe portare a circa 210 milioni di euro. “Su queste stime, il rapporto tra debito e margine operativo lordo salirebbe a cinque volte, il rientro dal debito diventerebbe una priorità. Ipotizzeremmo dividendi nulli per un paio di anni”, si legge nella nota. L’Espresso sarà penalizzato in modo pesante dalla fuga degli investitori dalla carta stampata. Gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime sulla raccolta pubblicitaria del 2009 e ora si aspettano un calo del 9% dal -4% atteso in precedenza. Gli allegati dovrebbero registrare una perdita del 15% sul 2008 e l’utile fermarsi a 22 milioni di euro: nessuno dividendo in arrivo per il 2008 e per il 2009. “Riteniamo importante per la società una ulteriore azione sui costi”, è il consiglio alla famiglia De Benedetti che arriva dal broker milanese. Non sfugge alla mannaia di Equita neanche Mondadori, la tenuta alla crisi dell’area libri (40% del margine operativo lordo) non basta a bilanciare la discesa della diffusione dei periodici. Per la Casa di Segrate il 2008 dovrebbe chiudersi con una contrazione dei ricavi delle vendite dei magazine del 5%, il 2009 del 4%. Silvio Berlusconi e figli dovranno probabilmente accontentarsi di cedole meno ricche: gli analisti hanno tagliato le stime sul dividendo e ritengono che la società dovrà essere più cauta nella remunerazione degli azionisti.

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